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Comune di Feisoglio |
Provincia di Cuneo |
Cenni Storici su Feisoglio
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L’etimologia
del nome “Feisoglio” è molto vaga: vi è chi la trae dal latino Fagus
e Soleum, chi dalla località destinata al pascolo delle pecore dette in
piemontese “Feie”, neppure gli storici hanno saputo dare spiegazioni
valide, ma in antichi documenti viene scritto “Fauxolum”. Prima
dell’anno 1000 si hanno tracce dell’età neolitica e romana. Il giogo
dei Romani viene sciolto dalle invasioni dei Longobardi
(dall’entroterra) e dai Saraceni (dal mare). Dal 1000 al 1200 Feisoglio
passa sotto il dominio degli Obertenghi prima e dei Monaci Benedettini
poi; dal 1200 al 1267 Enrico del Carretto sottomette, insieme ad altri
paesi delle Langhe, anche Feisoglio e, reclutata una buona parte degli
uomini validi, intraprende la guerra contro Ceva e Monferrato. Dal 1267 al
1559 la vita per i feisogliesi sembra scorrere abbastanza tranquilla; nel
1437 la “Convenzione di Feisoglio” per cui tra i sindaci di Feisoglio,
Lazaro ed Antonio Porro e il Marchese Giovanni Bartolomeo si conviene:
“la cessione di una parte di territorio di Serravalle, lungo il torrente
Belbo, in cambio di 40 sacchi di grano secondo la misura di Ceva; di
pagare a Natale 177 lire di Savona e soldi 10 sotto pena di ¼ in più e 1
gallina ogni singolo capo di casa” rimanendo così liberi da ogni censo.
Si chiude la convenzione con la clausola che il marchese non può vendere
che a cittadini di Feisoglio gli immobili che tornino a lui per eredità o
per sentenza Camerale e che sia facoltà dei cittadini di vendere e di
comprare. L’atto è rogato dal Notaio Guivanni del Cerretto il 9 marzo
1437. Dopo
il 1559 il dominio delle Langhe passa sotto gli Spagnoli; per tre volte il
Duca di Savoia invade le nostre terre e per tre volte viene ricacciato.
Feisoglio negli anni che seguono è ridotto alla fame per la lotta tra
Madamisti e Principisti fino a che verso il 1700 i feudi delle Langhe
passano sotto il dominio dei Savoia. Dopo il 1789 la rivoluzione Francese
cerca di espandersi anche in Italia ed è proprio nel 1796 che Napoleone
Bonaparte alla testa dei suoi 35.000 uomini entra nelle Langhe. Quando
Napoleone è mandato in esilio, Vittorio Emanuele, nel 1814, rientra in
possesso delle Langhe ed ha inizio un periodo di florida economia e di
dazi meno gravosi. E’ storia molto più recente quella dei tributi di
sangue pagati dai cittadini di Feisoglio per la prima guerra mondiale, per
le utopiche campagne di espansione fasciste e per la seconda guerra
mondiale.
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Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo La
chiesa parrocchiale di Feisoglio, ameno paese dell’Alta Langa, è
dedicata a San Lorenzo e sorge, alla quota di m. 706, su di un
contrafforte della langa centrale, quella tra il torrente Belbo e il fiume
Bormida, appena ad ovest della displuviale, cioè verso il Belbo. |
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| L'interno della chiesa Parrocchiale di San Lorenzo | ||||||
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Complessivamente
la costruzione copre un’area di 600 metri quadrati; la sua pianta rivela
diverse dissimetrie ed irregolarità che denunciano una costruzione
avvenuta in più tempi. L’asse longitudinale presenta verso il centro un
angolo di alcuni gradi, più accentuato nella parte est. Questa ha al
centro un breve tratto (nella parte più antica) orientato alquanto
diversamente dalle estensioni a nord e a sud; tale conformazione dimostra
che la costruzione ha voluto inglobarne un’altra, ma non ha potuto
mantenere bene l’orientamento, probabilmente per l’andamento non
favorevole del terreno.
Sul lato ovest vi è un corpo (cappella di S. Giovanni Battista) il
quale sembra sia stato costruito successivamente al corpo principale della
chiesa sia per la discordante ubicazione delle lesene sia per il distacco
dalla struttura del campanile. Quest’ultimo, a pianta quadrata, sui lati
sud ed est è incorporato nella struttura della chiesa ed è quindi stato
costruito contemporaneamente a questa. Peraltro la torre campanaria, in
pietra di arenaria, doveva essere senza guglia, che è stata costruita
successivamente in mattoni. Ciò si rileva anche dall’esame del quadro
della Madonna del Rosario, nella cappella omonima, datato 1632: ai piedi
della Madonna è inserita una vista del campanile, vicino ai ruderi del
castello e manca la guglia. Il campanile ha un’altezza di circa 28 metri, esclusa la croce che lo sormonta; ha due ampie falde perimetrali in lastre di pietra, sopra e sotto la torre campanaria. Internamente vi è un primo ripiano in muratura poi tre assiti in legno ed un quinto, quello della cella campanaria, ancora in muratura. Le campane in atto sono due, mentre in passato erano tre, “una di peso 60 rubbi, l’altra di 40 e la terza di 25 rubbi”, come si legge da un’accurata relazione stesa nell’anno 1828 dal parroco Giacinto Braida; dalla medesima si rileva che il campanile aveva già la guglia e croce in cima. Il meccanismo dell’orologio è in una cabina di legno, a mezza altezza, e comanda due quadranti sui prospetti sud ed est. |
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Non sono molte le notizie storiche conosciute della chiesa; i
maggiori elementi si trovano in un documento del notaio Guglielmo Antonio
Baudano intitolato “Descrizione degli Esercizi Spirituali che si fanno
nella Chiesa Parrocchiale e Cappelle del luogo di Feisoglio – anno
1672” |
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L'affresco "ortus conclusus" |
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Secondo quanto precisato nel documento del notaio Baudano, la chiesa attuale è stata “fabricata l’anno 1428, come consta dal Pilastro tra l’Altare maggiore e quello del Rosario”. Certamente la costruzione ha inglobato parte della chiesa del castello preesistente, dedicata a Maria Santissima: risale a tale edificio originario il tratto centrale della parete est ove, nei restauri effettuati nel 1965, si è scoperta la parte centrale di un antico affresco rappresentante l’annunciazione; raffigura un “ortus conclusus” con un giglio in mezzo ad un’aiuola e con le immagini della Madonna e dell’angelo praticamente rovinate da lavori. Chi lo ha dipinto non conosceva la prospettiva quindi dovrebbe risalire al 1200.I tempi del notaio Baudano tale affresco era stato riscoperto con il quadro del S. Rosario (“la cui Cappella, anticamente fabricata, fu ristorata l’anno 1643 e provvista della presente Ancona”); questo quadro, datato 1632, era in origine rettangolare, solo successivamente fu reso ovale e trasferito dove si trova attualmente. |
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Maria Santissima del Rosario |
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La "Vergine santissima di Costantinopoli" |
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Dal documento del Baudano e dal
Libro della Compagnia del S. Rosario risulta che nel 1600 ebbero luogo
diversi altri completamenti, sistemazioni, arredamenti e pitture: la
chiesa fu “di nuovo ristorata l’anno 1658”; la cappella di S.
Giovanni Battista risulta “fabricata l’anno 1608 e di nuovo ristorata
l’anno 1668”. Altri interventi di sistemazione e “ristoro” di
cappelle interne sono indicate negli anni 1643 e 1670. Quest’ultima data
si legge tuttora all’esterno della cappella a fianco dell’altare
maggiore, in documenti successivi indicata come “Cappella nova” ed ora
cappella del S. Rosario. |
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il notaio
precisa poi che “quest’opera fu fatta per devozione di questo Populo,
per essere liberato, con l’aiuto della Sacratissima Vergine , dal
Contaggio”. Siamo negli anni 1630 e il contagio non può essere altro
che la peste di manzoniana memoria: dietro al tabernacolo dell’attuale
altare del S. Rosario si trova una scritta, incisa nel marmo, che dice
“IEIVNANTIVM DIE MARTIS A PESTE LIBERATRIX” (liberatrice dalla peste
di chi digiunava nel giorno di martedì) e che era evidentemente sotto una
nicchia che conteneva la statua della Madonna col bambino, ora di lato
all’altare. |
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Particolare dell'incisione marmorea “IEIVNANTIVM DIE MARTIS A PESTE LIBERATRIX” |
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L'Antico Organo Situato sopra l’ingresso
principale della chiesa, tale organo non fu costruito inizialmente qui, ma
risulta essere stato trasferito da una chiesa di Asti nel 1817. Una scritta che
si trova sulla parte anteriore della cassa, sopra alla tastiera, dice “Opus
Jacob Philippi Landeij a Centallo. 1749 mens Xbris” (Opera di Giacomo Filippo
Landei da centallo. Mese di dicembre 1749). L’organo ha una tastiera con
cinquanta tasti in legno di ebano e di bosso, con colorazione invertita rispetto
a quella usuale, una pedaliera con nove note, dieci registri a manubrio
orizzontale posti a destra della tastiera. I mantici per l’aria erano due,
sollevati per mezzo di corde e carrucole di legno; questo organo ha un suono
cristallino e molto armonioso, che viene valorizzato dalle ottime
caratteristiche acustiche della chiesa. |
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Particolare dell'Antico Organo |
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Il
Castello (Sec. XI) |
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Le Cappelle Se con una linea immaginaria si uniscono le 4 cappelle di Feisoglio si origina una croce con sistemata nel punto centrale la parrocchiale di S. Lorenzo
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S.
Sebastiano (Sec. XV) Recentemente restaurata da
un gruppo di volontari, la modesta cappella si trova in una tranquilla area
verde a dieci minuti di cammino dal concentrico. Il rustico edificio presenta le
caratteristiche tipiche delle cappelle campestri della zona: costruzione in
pietra con tetto in pietra su orditura lignea, facciate a capanna con portalino
fra due finestrelle laterali e piccolo finestrone nella parte alta.
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| La Cappella di
San Sebastiano
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San Giovanni Costanzo Morello ipotizza che la parrocchiale più antica, forse officiata dai monaci Benedettini, sorgesse ove si trova oggi la cappella di San Giovanni e “verso la fine del XIII secolo, si portò intra muros, ed unita ad una chiesetta fatta in conci e nel graziosissimo stile romanico”.
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Madonna degli Angeli In
località omonima a quindici minuti dalla parrocchiale.
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| Il Quadro della "Madonna degli Angeli" | ||||||
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San Rocco
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L'affresco di "San Rocco" |
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